Come trovare il token di una persona. L'autenticazione che si evolve: dalla password ai token U2F - Parte 1 - ICT Security Magazine


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Solo una volta identificato ed autenticato, è possibile autorizzare un utente ad utilizzare il sistema. Per autenticare una persona ma anche un altro sistema è necessario utilizzare un segreto che sia noto solo a quella persona o altro sistema.

Lo scenario ideale è quello di una persona che tiene a mente la password, non la comunica a nessuno né la scrive su alcun supporto, sia cartaceo che informatico. Quindi una password deve essere: facile da ricordare difficile da indovinare. Ogni sistema informatico deve archiviare delle informazioni che gli permettono di verificare la correttezza delle password.

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Quindi, se le password sono difficili da indovinare, è praticamente impossibile risalire dalla stringa alla password, mentre — data la password in chiaro — è facile verificare che la sua trasformata corrisponde alla stringa memorizzata.

In questo modo, anche in caso di un Data Breach sul sistema informatico e divulgazione delle stringhe, non dovrebbero esserci problemi di sicurezza in quanto non dovrebbe essere possibile risalire dalle stringhe alle associate password. Come purtroppo ben sappiamo, come trovare il token di una persona modello teorico in pratica non funziona per molteplici ragioni.

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A questo è necessario aggiungere il problema pratico di gestire un alto numero di credenziali: 40 anni fa chi utilizzava sistemi informatici doveva ricordarsi, al più, tre o quattro credenziali. Gestire le password Per migliorare la gestione delle password si è compreso, ormai da tempo, che bisogna procedere come minimo in due direzioni: ridurre il numero di credenziali che ogni persona deve gestire rendere più semplice la gestione delle password.

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In teoria, in ambito aziendale la soluzione esiste. Si tratta di: a integrare tutte le applicazioni opzione di partnership in un unico Dominio di Autenticazione aziendale ad esempio gestito con un LDAP server, Microsoft Active Directory ecc.

Recensioni

La gestione delle password personali, includendo anche quelle che una persona usa per i sistemi informatici aziendali, è sicuramente più complessa. Da anni sono presenti sul mercato applicazioni per la gestione delle credenziali, i Borsellini delle Password o Password Manager, anche online.

Questi strumenti sono molto utili e fondamentalmente permettono di gestire un grande numero di credenziali ricordandosene solo una, quella per accedere al Password Manager stesso. Visto che un utilizzatore di un Password Manager non deve più ricordarsi le password gestite da questo, i Password Manager generano e gestiscono password molto lunghe, pseudo-casuali, con alta complessità, e diverse per ogni account.

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I Password Manager sembrerebbero essere gli strumenti che risolvono i problemi di gestione delle password, ma in realtà hanno alcune notevoli limitazioni e, per le versioni online, le sempre possibili vulnerabilità comuni a qualunque servizio web. Il principale problema di utilizzo dei Password Manager è dovuto alla disponibilità dei dati e alla praticità di utilizzo.

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Ovviamente non è possibile autenticarsi ad un sistema se non si ha accesso prima al proprio Password Manager e, vista la complessità dei dati, è sempre necessario copiare e incollare o trascrivere quando questo non è possibile le credenziali dal Password Come trovare il token di una persona al sistema ove ci si vuole autenticare. Per quanto riguarda i servizi online, in Cloud ecc.

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Le seguenti sono alcune delle principali. Mentre la verifica della password è svolta con una procedura che non ha errori od incertezze — o la password inserita è identica a quella registrata o è diversa — nel caso di autenticazione biometrica due campioni della stessa caratteristica non sono mai identici.

Ma le principali problematiche della biometria risiedono sui rischi della gestione dei template e delle informazioni biometriche.

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Pertanto, un Data Breach di template biometrici potrebbe avere conseguenze molto gravi per la privacy degli utenti. Pertanto, i rischi di Data Breach sono molto inferiori.

Precisazioni Non puoi utilizzare un token scaduto per richiedere un token di lunga durata. Se il token è scaduto, l'app deve chiedere all'utente di ripetere il flusso di accesso per rigenerare un nuovo token d'accesso di breve durata.

Ovviamente non è possibile mantenere a memoria le chiavi private, che sono sicuramente impossibili da indovinare ma anche impossibili da ricordare.

La soluzione per la gestione sicura della chiave privata è la smart-card o chip-card, o integrated-circuit-card ICC.

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Il processore incluso nella smart-card permette la firma o cifratura di dati in input con la chiave privata archiviata in esso. Fondamentalmente, una smart-card attesta che al suo interno è presente una particolare chiave privata, e garantisce che nessuno possa copiarla dal suo contenitore.

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Le misure di sicurezza che un utente deve mettere in pratica per la chiave privata archiviata in una smart-card devono garantire che la smart-card non sia persa o rubata. Nel prossimo articolo descriveremo i più recenti sviluppi nei metodi di autenticazione, anche per cercare di capire se si stia avvicinando il momento in cui potremo almeno ridurre le problematiche legate alla gestione delle password.

Jain, A. Ross, S.